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CORONAVIRUS: SBARCO PASSEGGERI NAVE COSTA DELIZIOSA NEL PORTO DI GENOVA


SOLUZIONE INDIVIDUATA DAL MINISTRO DE MICHELI DI CONCERTO CON LA REGIONE LIGURIA

Sarà Genova il porto finale di attracco della nave da crociera Costa Deliziosa, in mare dall’inizio del mese di gennaio.

La soluzione individuata dal ministro delle Infrastrutture e Trasporti, Paola De Micheli, in accordo con il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti.

Un cambio di programma reso necessario dopo il diniego delle autorità francesi all’attracco dell’imbarcazione motivato dalle misure di contenimento per l’emergenza sanitaria Covid19.

La nave con a bordo 453 cittadini italiani, tra passeggeri e membri dell’equipaggio, più 8 membri dello staff, è ora in navigazione verso la Spagna dove domenica lascerà i cittadini spagnoli presenti a bordo nel porto di Barcellona.

Riprenderà poi la navigazione per raggiungere, tra lunedì e martedì, il porto di Genova, meta finale della crociera dove si procederà allo sbarco di tutti i passeggeri con le dovute verifiche sanitarie già attuate per altre navi in arrivo nei porti italiani durante l’emergenza Coronavirus.

Costa Crociere provvederà ad organizzare il trasporto e il rientro dei passeggeri presso i Paesi di residenza. Non risultano casi di contagio al Covid19 a bordo della nave.


DA: Ivan Perriera UNIONE CLUB AMICI

www.ivanperriera.com


LE ATTREZZATURE DI RIANIMAZIONE DELL'AUTODROMO DEL MUGELLO A DISPOSIZIONE PER L’EMERGENZA COVID-19


20/03/2020


Due ventilatori polmonari, due monitor per terapia intensiva, quattro monitor defibrillatori, un ecografo digitale e altri materiali di rianimazione, già presenti presso il Centro Medico dell’Autodromo del Mugello sono stati consegnati nei giorni scorsi alla sanità della Regione Toscana per meglio contrastare l’emergenza Covid-19.

Nello specifico, un respiratore automatico con relativo monitor ed ecografo, hanno avuto come destinazione l’Ospedale del Mugello a Borgo San Lorenzo per il potenziamento dei posti di terapia intensiva; la strumentazione per un secondo letto di rianimazione insieme ai quattro defibrillatori è andata, invece, al policlinico di Careggi a Firenze.

“Abbiamo segnalato immediatamente la nostra disponibilità al sindaco di Scarperia e San Piero Federico Ignesti, ha commentato l’Amministratore Delegato del circuito Paolo Poli.  In un momento di difficoltà come quello attuale, gli sforzi di tutti devono concentrarsi verso l’unico obiettivo di dare una risposta immediata all’emergenza. La disponibilità delle apparecchiature di rianimazione già presenti nel centro medico dell’autodromo è un piccolo gesto a sostegno dello straordinario contributo di professionalità fornito da tutti gli operatori del sistema sanitario, che vegliano sulla nostra salute”.

"Ringrazio i responsabili dell'Autodromo del Mugello – dichiara il Sindaco della Città Metropolitana di Firenze Dario Nardella - per la scelta di destinare strumentazioni del Centro sanitario del circuito al contrasto in corsia contro la diffusione del coronavirus. Siamo tutti richiamati in queste giornate a profondità e ampiezza di sguardo oltre noi stessi, senza sottovalutare quello che sta accadendo e le possibilità che abbiamo di aiutare, come sta facendo l'Autodromo. E' un esempio che spero possa alimentare ulteriormente l'unica gara possibile in questo momento, che è quella della responsabilità, della condivisione e della solidarietà".

"Un gesto significativo di attenzione e condivisione, ha commentato il sindaco di Scarperia e San Piero Federico Ignesti, del quale ho informato il Presidente della Regione Enrico Rossi che mi ha incaricato di ringraziare l'autodromo della Ferrari e il suo Ad Poli, così come analogo ringraziamento è giunto dalle due strutture ospedaliere. Mi auguri che la solidarietà continui ad essere praticata concretamente in un momento così complesso per il nostro Paese”.


Coronavirus: sforzo massimo degli infettivologi per fronteggiare l’emergenza

20/03/2020


La Società Italiana di Malattie Infettive e Tropicali sta coordinando centinaia di specialisti per cercare ottenere successo nella ricerca e nella sperimentazione, ma il cammino è ancora lungo: per questo chiede il supporto dello Stato e della società civile

SIMIT – Coronavirus: sforzo massimo degli infettivologi per fronteggiare l’emergenza, ma serve l'aiuto concreto anche di cittadini e imprese. Aperta una raccolta fondi


“Non esiste nessuna molecola registrata per il trattamento di infezioni da Covid-19 - sottolinea il Presidente Tavio - e i dati disponibili in letteratura sono pochi, il Vademecum della SIMIT rappresenta un prezioso strumento di supporto per i nuovi protocolli terapeutici per trattamenti che prevedono l’uso di vecchi e nuovi farmaci”


L’IMPEGNO DI SIMIT TRA CLINICA, COMUNICAZIONE, RICERCA - L’emergenza da COVID-19 ha stravolto la vita di tutto il Paese e ha portato medici e infermieri, oltre ad altre categorie, in prima linea nel combattere il virus. Tra gli operatori sanitari, gli infettivologi sono stati tra i primi a ritrovarsi impegnati in questa difficile lotta. La SIMIT ha affrontato la situazione sin dal primo momento e in queste settimane ha intrapreso molteplici iniziative per supportare la popolazione, anche oltre alla spontanea attività clinica. La comunicazione ai cittadini si è fatta ancora più capillare, con tutti i componenti della Società che hanno risposto alle domande dei media, a partire dal Presidente Marcello Tavio, dal Past President Massimo Galli, dal Direttore Scientifico Massimo Andreoni e dal Vicepresidente Claudio Mastroianni, affiancati da tutti le decine di specialisti presenti sul territorio che hanno fatto arrivare la propria voce alle testate locali e nazionali.

IL VADEMECUM SIMIT E LE PRIME RICERCHE SUI FARMACI – In queste settimane sono state rapidamente avviate molteplici iniziative. La sezione della Regione Lombardia, l’area più colpita, lo scorso 13 marzo ha pubblicato il Vademecum SIMIT, frutto del lavoro del “Gruppo collaborativo – Terapia Covid-19 Lombardia”, costituito da 46 specialisti provenienti dai principali ospedali lombardi, in particolari gli Spedali Civili della città “focolaio” Brescia. Il vademecum si occupa di definire le caratteristiche principali del Covid-19, su cui esistono ancora troppi dubbi nella popolazione generale, ma soprattutto predispone strumenti di supporto ai clinici per le decisioni terapeutiche, sulla base dei pochi dati disponibili in letteratura. Il Vademecum, insieme agli altri strumenti di lavoro in uso presso il Papa Giovanni XXIII di Bergamo, sarà di grande supporto per infettivologi e altro personale medico degli Ospedali italiani. Sul sito www.simit.org sarà poi possibile scaricare gli aggiornamenti. Il vademecum è anche un primo passo per analizzare il tema delle cure. Non esiste infatti nessuna molecola registrata per il trattamento di infezioni da Covid-19. Esistono tuttavia delle sperimentazioni in corso sull’utilizzo di alcuni antivirali che hanno mostrato efficacia su Covid-19. “Poiché, ad oggidichiara il Presidente SIMIT Marcello Tavio - non esiste nessuna molecola registrata per il trattamento di infezioni da Covid-19 e i dati disponibili in letteratura sono pochi, il Vademecum della SIMIT rappresenta un prezioso strumento di supporto per quanto riguarda nuovi protocolli terapeutici per trattamenti che prevedono l’uso di vecchi e nuovi farmaci”.

Insieme al Vademecum, la SIMIT ha realizzato anche la piattaforma SIMIT.NET, attiva da lunedì 16 marzo come distributore di contenuti e raccoglitore di dati per le iniziative condivise in ambito SIMIT.

IL PERDURARE DELL’EMERGENZA – Fare previsioni sui prossimi sviluppi sarebbe sicuramente azzardato. Molto probabilmente, però, l’epidemia è destinata a non esaurirsi in tempi brevi, come dimostrano anche le dichiarazioni del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, il quale ha affermato che sarà inevitabile un prolungamento del blocco totale. Gli stessi specialisti affermano che ancora non abbiamo raggiunto il picco; anche quando ci sarà questo primo punto di svolta, la situazione critica non sarà terminata. “La nostra speranza è che di questo virus ci si possa liberare in non più di 3 mesi dal momento dell’applicazione di determinate regole. Non sarà una cosa breve - sottolineano gli infettivologi SIMIT . - Credo che sia giusto dire agli italiani che ne verremo fuori, ma, allo stesso tempo, non illudiamoci, perché non sappiamo dare ora una data”.

LA NECESSITA’ DI COOPERARE PER SUPPORTARE GLI SFORZI – In questa guerra contro il virus serve il supporto di tutta la società civile. Anzitutto, ciascuno deve dare il suo contributo seguendo le disposizioni varate dal Governo, limitando dunque al massimo gli spostamenti e rimanendo, nei limiti del possibile, nella propria casa.

Per poter dare un contributo fattivo, la SIMIT ha lanciato un appello. Per combattere il Covid-19 e promuovere la ricerca in questo momento drammatico è possibile fare una donazione alla SIMIT. Come indicato nella homepage del sito www.simit.org si può supportare l’attività medica e la ricerca clinica con un bonifico intestato a Società Italiana di Malattie Infettive e Tropicali – SIMIT, via del Romito 63/a, 59100 Prato, IBAN IT93N0200821506000104139548.


Coronavirus. Mit ferma navi passeggeri: basta crociere
19/03/2020

La ministra delle Infrastrutture e Trasporti Paola De Micheli ha firmato questa sera, con il ministro della Salute Roberto Speranza, il decreto con cui si sospendono i servizi di crociera per le navi passeggeri italiane e si blocca l’arrivo nei porti italiani delle navi da crociera battenti bandiera straniera.
Per le navi battenti bandiera italiana, le società di gestione, gli armatori e i comandanti delle navi italiane, una volta adottate tutte le misure di prevenzione sanitaria disposte, sono tenuti a sbarcare tutti i passeggeri presenti a bordo nel porto. La procedura di sbarco prevede che i passeggeri italiani non positivi al Covid 19 possano rientrare con i dispositivi di sicurezza alle loro abitazioni con mezzi non di linea organizzati dall’armatore per avviare il periodo di sorveglianza sanitaria fiduciaria domiciliare. Da quel momento, le navi battenti bandiera italiana non potranno più imbarcare passeggeri fino almeno al 3 aprile. Per i passeggeri non positivi al Covid 19, ma stranieri, l’armatore dovrà organizzare il rientro in patria con mezzo non di linea. Per gli eventuali passeggeri positivi, o entrati a stretto contatto con un caso positivo, valgono le disposizioni sanitarie già vigenti, salvo diverse determinazioni dell’autorità sanitaria.
Le navi passeggeri battenti bandiera straniera impegnate in servizi di crociera non potranno più fare ingresso nei porti nazionali. Le disposizioni del decreto verranno applicate già
domani alla nave Costa Luminosa battente bandiera italiana in arrivo nel porto di Savona, e si applicheranno fino a 3 di aprile salvo proroga.​