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Il Museo degli Uffizi a Firenze
Scritto da Tiziana Di Marzio 
04 aprile 2013 

Gli Uffizi di Firenze sono un'immensa raccolta di capolavori. Per dedicare a tutti la giusta attenzione ci vorrebbero diversi giorni. Quindi vi consigliamo, come per il Prado di Madrid e il Louvre di Parigi, di selezionare in anticipo le sale da visitare e quindi approfondire solo le opere che vi interessano di più.  Per conoscere in dettaglio le opere contenute nelle diverse sale, leggete le pagine dedicate. La storia della Galleria degli Uffizi di Firenze è legata a Cosimo I dei Medici, che a soli 18 anni, nel 1537, divenne signore di quasi tutta la Toscana. Proprio in quel periodo, si dedicò ad un quartiere popolare affacciato sull'Arno, con l'intento di costruirvi un grandioso edificio, che doveva ospitare le principali magistrature dello stato e che da queste prese il nome di Uffizi (uffici). Per la sua realizzazione, Cosimo I chiamò il pittore e architetto Giorgio Vasari, che iniziò i lavori dell'edificio nel 1560, dopo il consistente aiuto delle Magistrature, che dovendo qui trovare la loro nuova collocazione, sostennero finanziariamente gran parte dell'opera. La struttura, realizzata in pietra forte e a forma di U, era costituita da un braccio lungo a est, da un tratto breve sul fiume Arno e da un braccio corto ad ovest, dove gli Uffizi si sarebbero collegati con due costruzioni preesistenti, la Zecca Vecchia e la Loggia dei Lanzi. Il Vasari ideò un modulo architettonico, ripetuto per tutta la lunghezza dell'edificio, che prevedeva a pianterreno un portico e al primo piano tre finestre, anche se nel 1565, quando già erano terminati gli "Uffizi lunghi" e il tratto che si affacciava sul fiume, l'architetto decise di inserire delle grandi arcate per dare alla struttura una maggiore apertura. Sempre nello stesso anno, in occasione del matrimonio del figlio Francesco con Giovanna d'Austria, Cosimo I chiese al Vasari di realizzare un tratto sopraelevato che mettesse in comunicazione Palazzo Vecchio con la nuova residenza da poco acquistata dalla famiglia, Palazzo Pitti. Si trattava di uno straordinario collegamento pensato soprattutto per consentirgli di muoversi in sicurezza, dalla residenza privata al palazzo del governo. Vasari in soli sei mesi costruì quello che oggi è noto come Corridoio Vasariano: un percorso che comincia da Palazzo Vecchio, supera con un ponte coperto Via della Ninna, percorre parte della galleria degli Uffizi, discende e fiancheggia sopra un portico, il fiume Arno e, dopo aver superato il Ponte Vecchio, prosegue nel quartiere d'Oltrarno e arriva nel giardino di Boboli fin nel Palazzo Pitti. L'ambiente è costituito da tre vestiboli: nel primo vi sono i busti in marmo e porfido dei Medici, da Francesco I a Gian Gastone, mentre, il vestibolo rettangolare comunicante col primo, è decorato nella volta da Giovanni da San Giovanni con "Capricci mitologici" e arricchito di busti antichi e moderni. Infine, nel vestibolo ellittico si trovano statue romane, sarcofagi e rilievi antichi. La porta che immette nella Galleria, con ai lati due cani molossi, è sormontata dal busto di Pietro Leopoldo. I tre corridoi, corrispondenti ai tre corpi del palazzo, corrono lungo tutto il lato interno, hanno soffitti decorati e ampie vetrate e su di essi si aprono le sale. Oggi i corridoi ospitano la collezione di "statuaria antica", iniziata da Lorenzo il Magnifico, ampliata successivamente da Cosimo I dopo il suo viaggio a Roma, quando scelse di destinare le statue a Palazzo Pitti e i busti a Palazzo Vecchio, e infine venne arricchita ancora all'epoca di Pietro Leopoldo di Lorena, con le opere di Villa Medici. Le sculture presenti nei corridoi sono di grande valore storico e culturale, poiché risalgono soprattutto all'epoca romana, con numerose copie di originali greci e talvolta restaurate dai grandi scultori del Rinascimento. Il primo corridoio è quello est, con soffitto decorato da grottesche risalenti al 1581 e una lunga serie di ritratti, come la cosiddetta "Gioviana". Fra le opere più importanti qui conservate troviamo un "Ercole e Centauro". Insomma, il Museo degli Uffizi lo si può considerare uno dei fiori all’occhiello dell’arte italiana, conosciuto e visitato giornalmente da curiosi e appassionati provenienti da ogni parte del mondo.