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turismo a 360°

Chi fermerà la musica?

Non certo loro. Non certo I Puma.


ROBERTA MAGLIOCCA

15 ottobre 2015

Senza la musica, la vita sarebbe un errore, affermava sicuro Nietzsche. Un’ idea un po’ estrema forse, la sua. Ma non deve essere molto lontana dal pensiero che della musica hanno “I Puma”, se, dopo quarant’anni dalla loro ultima esibizione, hanno deciso di ri-costituire il complesso che negli anni ’60 animava le serate mondane casertane al ritmo di Beatles, Procol Harum, Rolling Stones e molti altri ancora. Se si parla di pensione, al giorno d’oggi, si tocca un argomento delicato per il nostro paese. Molti componenti del gruppo invece, hanno trasformato il momento dei bar, delle briscole e delle bocce in un’occasione imperdibile, hanno trasformato il loro tempo libero in musica. Una manciata di anni fa, minuto più minuto meno, I Puma avevano attaccato le note al chiodo per affrontare le responsabilità di una vita di famiglia, con la testa sulle spalle. Senza perdersi mai di vista, quei ragazzi dalle folte chiome avevano preso strade diverse. Ma nessuno di loro poteva dimenticare quella passione, quel sentimento, quella musica che gli teneva impegnati i cuori. Angelo Abbruzzese (chitarra), Aldo Conte (chitarra-basso), Franco Conte (voce), Andrea Coppo (voce), Corrado Corcioni (chitarra), Pino Gnesutta (batteria), Mimmo Magliocca (tastiere) e Gerardo Rubilotti (chitarra) sono i protagonisti di questa storia che se fosse un libro non potrebbe avere altro titolo, se non “Mai rinunciare ai sogni”. Ed eccoli qui, di nuovo insieme, per la felicità di amici, parenti e vecchi fans. Una “rimpatriata” che non gli ha risparmiato sorprese. Qualcuna bella. Altre un po’ meno. Nel 2011, infatti, il furto degli strumenti del complesso, in un capannone nel casertano dove il gruppo si riuniva per provare, aveva messo a dura prova I Puma. Strumenti che avevano un grande valore affettivo ed economico. Ma questo non li ha abbattuti, anzi, li ha motivati ancora di più. Ricomprata la strumentazione, I Puma sono tornati a farsi sentire più vivi che mai, arrivando fino alla RAI a Roma, ospiti di Giancarlo Magalli nella nota trasmissione “I Fatti Vostri”, ricevendo numerosi complimenti da parte dell’orchestra della stessa trasmissione. E’ una bella storia, questa, non fine a se stessa, spero. Mi auguro che sia da esempio e da speranza per chi è giovane ora, per chi crea dei rapporti adesso. I legami che ora costruiamo, se sinceri, rispettosi e leali, resteranno saldi tutta la vita. E chissà che non ci troveremo, un giorno, in un locale della nostra città, a parlare con un vecchio amico a botte di “ti ricordi quando?”, “e i tuoi capelli lunghi?”, “ti sei sposato alla fine?”…e in sottofondo magari le note delle canzoni che hanno accompagnato la nostra gioventù. Ci avevano provato, I Puma, a dividersi, ma poi, come dice una canzone dei Procol Harum, canzone che il gruppo non manca mai di cantare nelle loro serate… la folla ci chiamava fuori per avere di più (A Whiter Shade Of Pale).