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Teatro Civico 14. Per una cultura dell’essere



ROBERTA MAGLIOCCA

15 Maggio 2014

Teatro Civico 14Teatro Civico 14, una stretta di mano, un caffè e Roberto Solofria, direttore artistico, mi accoglie nel suo mondo, nel cuor di Caserta. Un mondo che qualcuno potrebbe pensare caratterizzato dalla finzione. Eppure io vi ho scorto più vita di quella che credessi. Roberto mi parla di quel palcoscenico che da vent’anni è la sua casa, la cui porta mi ha aperto affinchè io potessi tradurre questa piacevole chiacchierata agli occhi di chi ignora questa realtà che offre un’alternativa a chi, in Caserta, non vuole più vedere portoni diventare bar, vestiti costosi diventare espressioni ultime dell’essere umano, sacchetti della spazzatura diventare gli unici colori riscontrabili per le strade. La bravura di Roberto, e di tutto lo staff del Teatro Civico 14, non è sconosciuta ai casertani (e non solo a loro). Questo centro culturale da diverse stagioni ormai appassiona gli amanti del teatro con performances di altissimo livello di diverse compagnie teatrali che usufruiscono di questo spazio per promuovere i propri spettacoli. Quello che forse non si sa è che progetti come quello del Teatro Civico 14, sono progetti che hanno costi ben precisi. Roberto, a questo punto, dati alla mano, mi mostra gli impegni che deve rispettare: 800 le serate che devono garantire, almeno 5 le regioni che devono coprire…ma forse i numeri non interessano a chi sta leggendo queste righe. Interesserà certo sapere, però, che i finanziamenti per avviare questo genere di attività sono scarsissimi, quasi nulli. Proprio per questo il Teatro Civico 14 non ha partecipato alla giornata mondiale del teatro che si è tenuta il 26 Marzo del 2011. Un messaggio chiaro e deciso, diceva: “Attiviamo una serrata per accendere i riflettori sulle piccole realtà che non avranno mai un contributo se le cose dovessero restare così come sono.

Il Teatro Civico 14 cerca futuro!”. Va da sé che questo progetto nasce dalle tasche di chi, come Roberto, in questo mondo ci crede, ci lavora sodo, ci investe tempo e, appunto, denaro. Ma non solo. Nasce da un’idea che, grazie alla compagnia Mutamenti, guarda alla cultura non fine a se stessa. Una cultura che riesca a smuovere una coscienza, a commuovere un’anima, a risvegliare un pensiero. Ricordo a Roberto i miei 25 anni e gli faccio notare la diffidenza mostrata dai miei coetanei ogni qualvolta gli si propone un teatro al posto del solito giro tra i locali e discoteche. Lui mi fa guardare intorno. Ed effettivamente le gambe e le braccia che sorreggono questo posto sono forze giovani, ragazzi poco più grandi di me. Anzi, ci tiene a sottolineare che la loro è un’idea che abbraccia soprattutto i giovani. Si avvicina a loro organizzando laboratori di teatro, ospitando gruppi musicali emergenti e non, garantendo un occhio di riguardo (economicamente parlando) per gli under 30. Per non parlare degli spettacoli che propone.

I piedi e le voci che abitano questo teatro hanno nomi del calibro di Tony Servillo, Lucia Maglietta, Andrea Renzi e tanti altri. Ovviamente non avrei potuto scrivere questo articolo se non fossi stata io prima frequentatrice assidua di questo teatro. E allora mi rivolgo a voi. A chi sta leggendo queste parole. A chi crede che la cultura sia partecipazione attiva a quello che ci circonda e non rassegnazione passiva, esami da sostenere e banchi da occupare. A chi conosce la differenza tra vedere e guardare. A chi pratica la differenza tra sentire e ascoltare. A chi ha una mente da lanciare oltre il confine…Teatro Civico 14 è altri occhi per guardare il mondo. Gambe per strade non battute. Labbra per parole interrotte. Testa a contenere i vostri pensieri.

Braccia tese ad avvolgere corpi stanchi.