05 luglio 2019
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turismo a 360°

Ocse e S&P: Italia ultima tra gli ultimi.

Paura per la stagnazione dell’economia? Tranquilli, la Mafia S.p.A riuscirà a risolvere tutto!


A cura di Gennaro Buonocore

Ultimo chiodo alla bara Italia. A fissarlo sono in due, Ocse e S&P che vedono entrambe nero sul resto del 2014 italiano: per la prima il Pil di Roma non andrà oltre il -0,4% (a differenza del +0,5% pronosticato a maggio), mentre per il 2015, invece, si parla di un ridicolo +0,1%. Ridicolo perchè, considerando tutti i venti contrari e le variabili, anch’esse negative che aleggiano sulla penisola, il micro rialzo equivale, di fatto, a una bocciatura. Nemmeno il giudizio di S&P va meglio, anzi, secondo l’agenzia di rating la crescita per tutta l’Eurozona sarà caratterizzata da miglioramenti minimi con Germani e Spagna, uniche protagoniste. Da ricordare che la Spagna, poco più di due anni fa, era al limite del fallimento a causa della sua crisi bancaria. E per la Penisola?S&P prevede immobilismo totale. Un immobilismo che non riesce a scuotersi di dosso i problemi ormai incancreniti dell’economia statica e che adesso, date le proporzioni del debito pubblico, rischiano di affossare tutto il resto dell’Europa. Infatti per S&P proprio l’Italia è uno dei tre fattori che ha fatto girare al peggio le previsioni per il Vecchio Continente, ormai sempre più Vecchio, di nome e di fatto: pochi gli scambi con il resto del mondo, poche le prospettive di crescita, pochi gli investimenti a livello industriale anche al di fuori delle zone cosiddette “a rischio”. Germania (+1,8%), Spagna (+1,3%) e Belgio (+1,1%) che non hanno migliorato le proprie stime di crescita, mentre per Roma le misure previste dalla politica, 80€ su tutti, hanno avuto conseguenze estremamente limitate sulla ricchezza degli italiani e sull’economia.

Ma i problemi sono sempre gli stessi: ritardo delle riforme che allontana la fiducia degli investitori esteri, incertezza anche sulle dinamiche e le tempistiche fiscali, un export che, come detto, rallenta ovunque ma che in realtà ad esso particolarmente legate fa sentire i suoi effetti in modo esponenziale e con effetti che si abbattono su tutta la filiera produttiva e sull’indotto di ogni singolo settore.

Lo avevamo scritto tempo fa: il futuro dell’Italia dipenderà dalle esportazioni.

Avevamo, nel nostro piccolo, invitato gli imprenditori ad aprirsi senza paure all’internazionalizzazione, unica ancora di salvataggio per le nostre piccole e medio imprese, anche perché se aspettate notizie incoraggianti dalla politica nostrana rimarrete come sempre delusi.

I dati export calano? Ovvio e scontato.

Non basta avere solo un ottimo prodotto o un prodotto economico e di buona qualità che possa aggredire i mercati. No, non basta. Serve organizzazione, progettualità e professionalità e fin quando si pensa di poter esportare con la segretaria di azienda che svolge più ruoli e solo perché parli in maniera discreta un po’ di inglese allora si capisce perché i numeri calino.

Il risparmio non è mai guadagno… Questo mi hanno insegnato sin da piccolo e il poco coraggio, la superficialità e l’arretratezza culturale su scala globale si paga a caro prezzo.

Chiusa questa doverosa parentesi sull’export continuiamo dicendo che uno spiraglio, una via d’uscita c’è!

Abbiamo appena scritto che l’Ocse ha stimato il Pil italiano a -0,4%, ma si sbaglia, dal 22 settembre il Pil italiano potrà balzare in un solo colpo al +3,7% portando così l’economia italiana ad essere la migliore del Vecchio Continente.

Ma come è possibile?

Tranquilli, la Mafia S.p.A riuscirà a risolvere tutto. Grazie a una maxi operazione di con Camorra s.r.l e ‘Ndrangheta&Co, Roma potrà camminare ancora a testa alta in Europa. Tanto i suoi conti ormai non solo saranno a posto, ma potranno fare invidia alla migliore e più efficiente economia mondiale, gli Usa. Cosa importa se i numeri che “quadrano” nascono da proventi illegali?

Non è forse l’Europa che da tempo ci chiede i bilanci a posto? Non è forse l’Europa che parla di rigore a tutti i costi anche a repentaglio della crescita? Ebbene, se vogliono i numeri alti, li avranno. Anche perchè è per loro stessa volontà, attraverso l’Eurostat, che i nuovi parametri per la misurazione del Pil saranno resi effettivi presto, e pubblici già dal 22 settembre. Ebbene si: da questo mese, secondo quanto dettato dai vertici, entra in vigore l’Esa 2010 ovvero il nuovo parametro per il calcolo del Pil che include anche i proventi illeciti, ufficialmente per rendere tutte le economie del Vecchio Continente, equiparabili tra loro.

Ma la realtà è ben diversa: non riuscendo a sconfiggere il Moloch del debito (e l’Italia lo sa bene), si riscrive il Pil, mettendoci dentro anche la peggiore delle zavorre e cioè la malavita organizzata (e l’Italia lo sa bene), per la serie: se non riesci a sconfiggerli alleati a loro. In realtà in paesi come la Germania e l’Olanda, la prostituzione e le droghe leggere già rientrano ampiamente nel calcolo della ricchezza . Si dà però il caso che queste “attività” siano anche ampiamente sotto l’ombrello normativo dello stato che le tassa, riuscendo ad avere da loro ricchezza (come è giusto che sia) e dando in cambio sicurezza a chi ne usufruisce e servizi sociali (e pensione) a chi “opera” nel settore. E in Italia? Siamo pronti a una rivoluzione del genere?

Ciò che invece sorprende è un’altra cosa e cioè che il Pil ancora conti. In altre parole: perchè adottare parametri “negativi” e non, invece, altri parametri che potranno migliorare la situazione come indici su agricoltura e protezione dell’ambiente? Oppure, ancora meglio, lo stato di benessere del cittadino? La Cina ha uno dei Pil più alti (anche se in calo) ma la qualità della vita nelle megalopoli del Celeste Impero, tra smog e sfruttamento di ogni tipo, è il peggiore al mondo. Quindi? Barattare la salute e la dignità umana per la “ricchezza prodotta dal Paese”? Crescita della Qualità della vita contro Crescita a prescindere. Anche perchè la "Crescita a tutti i costi" non è detto che sia sempre un vantaggio.

A prescindere dalle domande di natura etica, resta una certezza: su questi numeri, quelli del Pil, vengono decisi anche i finanziamenti europei e la distribuzione dei fondi. Si crea così i l’assurdo paradosso che l’economia ufficiale (quella del Pil, appunto) vive grazie a un’illegalità che resterà tale, impunita per sempre, perchè combatterla, significherebbe combattere una vena (l’unica?) che porta forza al paese. E ancora: perchè riformare un sistema, se poi alla fine basta affidarsi alla ditta Provenzano&Figli? Totò Riina nuovo Premier? Per quanto riguarda l’Italia, le cifre sono di tutto rispetto: secondo fonti Istat, il lato “illecito” dell’economia è pari al 16% del nostro prodotto interno lordo (dati del 2008), mentre per quanto riguarda il Pil 2011, le stime sono già state riviste al rialzo del 3,7%, per un valore pari a 200 miliardi. In realtà si tratta di tutta la cosiddetta “economia non osservata” ovvero evasione, proventi illeciti ed economia sommersa in generale e che, alla fine, equipara la piccola evasione (per distrazione o anche solo per semplice disperazione) alla criminalità stessa. –

Discorso analogo, quello che verrà fatto per le spese sugli armamenti, considerate alla voce “investimenti” così come quelle per la ricerca e lo sviluppo. In pratica, messe sullo stesso piano…Che bello...W l'Italia!