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L’Italia alla deriva tra ignoranza e razzismo.
A cura di Gennaro Buonocore
maggio 2014

Il nostro magazine si occupa di turismo, ma a volte è doveroso parlare anche di altri argomenti che esulano dal tema principale e che per dovere morale è giusto approfondire.
Ho avuto il piacere e la fortuna di vivere per  vari anni fuori dall’Italia: Regno Unito, Spagna, Stati Uniti, Venezuela.
Ovviamente tali esperienze hanno aumentato notevolmente il mio bagaglio culturale, ma mi hanno anche portato a decretare una sentenza inappellabile: l’italiano medio è razzista e terribilmente ignorante.
Che nessuno si offenda, ma salvo la pace di pochi è un dato inequivocabile.
Il sentimento razzista che pervade l’animo dell’italiano l’ho notato ovunque.
In Venezuela i venezuelani di colore venivano definiti scimmie, negli Stati Uniti era piacevole offendere le persone di colore, quelle del ghetto, ed i messicani, a cui veniva affibbiata a prescindere l’etichetta di narcotrafficanti. In Spagna l’attacco era rivolto in particolar modo ai marocchini.
Un minimo, ma minimo, di apertura mentale, l’ho riscontrata solo negli italiani residenti a Londra, ma davvero poca roba.
In Italia il sentimento razzista viene nutrito nei confronti dei napoletani.
Vista come razza diversa il napoletano va evitato, offeso, deriso,denigrato ed umiliato, insomma viene visto come un cane che ha la rabbia.
All’inizio di questo fenomeno, che in una parte remota dell’Italia, nello zoccolo duro del settentrione è sempre esistito già dai tempi del dopoguerra (famosissimi i cartelli a Torino “non si fitta a meridionali”) veniva quasi da ridere in quanto si considerava davvero esigua la fascia della popolazione che viveva di forti discriminazioni territoriali. Ma oggi il fenomeno è diffuso, non riguarda solo il settentrione e non riguarda nemmeno più lo scontro eterno tra nord e sud, e non c’è più niente da ridere.
L’attacco diretto, deciso ed insistente è rivolto a Napoli!
La violenza da verbale è passata ad essere pratica.
Se qualcuno in quella nefasta serata di Roma, in occasione della finale di Coppa Italia ha sparato a Ciro Esposito con l’intento di ucciderlo significa che la situazione è peggiorata e la discriminazione territoriale si è trasformata in profondo odio.
Per anni hanno cercato di dividere l’Italia, la Lega Nord ci ha provato in tutti i modi ed io a questa idea non sono mai stato contrario. Ma ad una condizione: che fosse restituito a Napoli ed al Sud Italia con gli interessi e in base al valore di mercato attuale tutto quello che i Savoia hanno RUBATO con la scusa dell’Unità d’Italia.
Ma l’Italia ad oggi non è divisa quindi bisogna per civiltà ed educazione darsi una regolata e fare due cose molto semplici.
Per chi attacca Napoli e i Napoletani:  un corso approfondito ed intenso di Storia ed Educazione Civica. Siamo nel 2014 e parlare ancora di discriminazione territoriale è agghiacciante. Quindi cercate di pensare, di maturare e di provare a passare dall’essere ignoranti a diventare persone intelligenti e con una certa apertura mentale. Sono sicuro che con un po’ di impegno ce la potete fare.
Per chi viene attaccato: è arrivato il momento di non lamentarsi più ma di agire. Utilizzate il codice civile: in tanti possono essere denunciati.
Il nocciolo della situazione è proprio qui: l’attacco diretto viene dai mass media.
Tutto quelle che è accaduto dopo i fatti di Roma è scandaloso. Il carnefice, colui che ha sparato è passato in secondo piano, la vittima è diventata il carnefice e tutta l’attenzione mediatica si è rivolta a Gennaro De Tommaso alias Genny ‘a carogna.
In questa sede è inutile parlare su cosa sia successo quella sera all’Olimpico, voglio farvi riflettere invece sul potere deviante e dissuasivo dei media.
Dopo gli incidenti si doveva parlare di un fatto di cronaca nera avvenuto durante una manifestazione sportiva e del perché si era arrivati a tanto. SI doveva concentrare l’attenzione su come trovare soluzioni al problema dell’odio razziale e della violenza che gira intorno al mondo del calcio.
Invece no, si è trovato un ennesimo pretesto per attaccare Napoli ed i napoletani.
Non è il primo episodio e non è l’ultimo. I media attaccano Napoli in maniera ripetuta e deplorevole.
Ma dai media ci si può difendere: se siete stanchi di questi attacchi attivatevi: denunciateli.
Esiste un reato per chi opera nel settore dei media e si chiama diffamazione!
Se prima mi sono permesso di dare un consiglio alle diverse fazioni contendenti permettetemi di darvene uno ad entrambe:
Lo Stato vuole il popolo ignorante. Più il popolo è ignorante e più facilmente è gestibile.
Mi chiedo come si possa essere così stupidi da mettersi gli uni contro gli altri e sprecare energie nervose in una querelle inutile e fine a se stessa.
L’Italia ha tanti di quei problemi da risolvere che mi sembra autolesionistico stare a litigare per una partita di calcio o odiarsi per differenze territoriali.
Impegniamoci nel lottare per cose importanti perché ci stanno rubando il nostro presente e stanno rubando il futuro dei nostri figli.
Il resto è tutto inutile, sono solo cose che vengono messe in testa per farvi vivere come pecore.
SVEGLIA!
Siate vigili e rimanete con gli OKKI APERTI…