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turismo a 360°

L’isola di Montecristo: paradiso incontaminato
scritto da Tiziana Di Marzio
03 luglio 2012

L'isola di Montecristo ha 16 km di coste a picco sul mare, un'altitudine massima di 645 m sopra il livello del mare e una superficie di 1039 ettari. L'unico approdo è Cala Maestra. La caratteristica del paesaggio è data dalla forma massiccia che conferisce l'idea di inespugnabilità. La catena montuosa che la percorre ha tre vette principali: il Monte della Fortezza (645 m), la Cima del Colle Fondo (621 m) e la Cima dei Lecci (563 m). Il clima è mediterraneo-marino, con inverno mite e relativamente piovoso ed estate calda e siccitosa, ma con periodi di elevata umidità atmosferica. L'isola ha ospitato un’ importante abbazia, fondata dai seguaci di San Mamiliano, che fu distrutta dalle incursioni saracene nel 1555. Ritornò quindi famosa per via del romanzo di Dumas "Il Conte di Montecristo". Dopo vari passaggi di proprietà, nel 1860 l'isola fu acquisita al Demanio e vi fu istituita una colonia penale. Durante la Seconda Guerra Mondiale, Montecristo ospitò un presidio militare e rimase poi abbandonata e meta di vandalismi fino al 1949. I tentativi di sfruttamento che si prospettavano verso la fine degli anni '60 indussero all'istituzione della riserva. Il Consiglio d'Europa , nell'attribuire alla riserva il Diploma Europeo per la conservazione dell'ambiente, ha imposto, fra l'altro, di non superare il limite annuale di 1000 visitatori. L'importante riconoscimento viene rinnovato ogni cinque anni dopo una severa istruttoria che mira a verificare il rispetto delle raccomandazioni impartite al momento del rilascio.  Vengono pertanto autorizzate, dall'ente gestore, visite giornaliere che si svolgono per gruppi guidati da personale del Corpo Forestale dello Stato. L'isola non è servita da traghetti di linea e pertanto gli autorizzati devono provvedere autonomamente a reperire un’ imbarcazione idonea a coprire le circa 40 miglia marine di distanza dalla terraferma. Singoli richiedenti non organizzati in gruppi di almeno 40 persone, possono quindi incontrare difficoltà nell' organizzare il viaggio. Purtroppo il numero dei richiedenti è sempre superiore alla disponibilità, per cui si possono verificare tempi di attesa piuttosto lunghi. Si sottolinea che non essendo possibile pernottare nelle acque antistanti la riserva, coloro che intendono utilizzare una natante a vela debbono valutare con attenzione i tempi di navigazione. La flora di Montecristo conta oltre alle 300 entità botaniche sicuramente spontanee e tutt'oggi presenti sull'isola,  20 specie ritrovate dopo le prime raccolte o introdotte a scopi ornamentali o agricoli: palme, agavi, oleandri, eucalipti, allori, magnolie, olivi, carrubi, viti, pini domestici, pini d'aleppo e molte altre, fra cui l'ailanto che purtroppo è divenuto fortemente invadente, tanto da costituire una delle maggiori emergenze ecologiche della riserva. La vegetazione dell'isola, originariamente costituita da una fitta macchia mediterranea, dominata dal leccio, oggi è rappresentata da una copertura discontinua, costituita da arbusteti più o meno evoluti a prevalenza di eriche che in alcuni settori raggiungono dimensioni notevoli, cui si accompagnano per lo più rosmarino, cisto, elicriso e maro che conferiscono l'inconfondibile profumo. Tra gli animali presenti sull'isola, la capra selvatica è un elemento caratteristico che adattatosi all'ambiente rupestre,  con una popolazione selvatica ma ibridata nei secoli con capre di altra provenienza, conta circa 250 esemplari. Altro grande mammifero avvistato nei pressi di Montecristo è la foca monaca. Tra i roditori sono presenti il coniglio selvatico ed il dannoso ratto bruno. A Montecristo sostano molti uccelli migratori. Tra i rapaci sono presenti e nidificano il falcone pellegrino ed il gheppio. Non è raro vedere volteggiare qualche corvo imperiale sulle vette più alte. Anche i rettili sono ben rappresentati a Montecristo, dove vivono specie endemiche selezionatesi grazie all'isolamento geografico. Si registra quindi la presenza della vipera, del biacco e della lucertola. Tra gli anfibi è presente la rana tirrenica. Gli stretti vincoli di protezione, oltre che la obiettiva inaccessibilità, trattandosi di un’ isola lontana dalla terraferma, impongono una forte limitazione alle visite guidate che si svolgono sostanzialmente lungo tre sentieri principali. Sono i percorsi che consentono di raggiungere i resti dell'antico Monastero e la Grotta di San Mamiliano, dove si dice che il santo abbia condotto vita eremitica a partire dal 455. Esiste un piccolo museo naturalistico, dove vengono conservati ed esposti i campioni di fauna e di flora, sia marina che terrestre. Altra curiosità dell’isola è che è disabitata, ci vivono solo il custode e la moglie.  Visitare quest’isola è sicuramente un’esperienza unica, quindi anche se le attese per essere autorizzati sono piuttosto lunghe, ne vale davvero la pena!