31 agosto 2019
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turismo a 360°

LO ZIBIBBO
Scritto da Liliana Di Rienzo
06 marzo 2012



Lo Zibibbo è un vino prodotto esclusivamente nell’isola di Pantelleria. Secondo il disciplinare di produzione, infatti, le uve e  tutte le operazioni di vinificazione devono essere rigorosamente condotte a Pantelleria, mentre è consentito l’imbottigliamento del prodotto in tutto territorio siciliano. Il vitigno Zibibbo è conosciuto anche con il nome di Moscato di Alessandria, Moscato di Pantelleria, Salamanna o Moscatellone. Il termine “Zibibbo” ha un’interessante origine,  deriva dalla parola araba “zabib”, che significa “uva passa”, “uvetta” ed, infatti, furono  proprio gli Arabi,  a portare in Italia questo vitigno, che nell’isola  trovò condizioni favorevoli per la crescita. Da questo vitigno si ricava non solo l’omonimo vino ma anche, ad esempio, i  famosi  Moscato e Passito di Pantelleria.
L’uva Zibibbo matura abbastanza tardivamente e presenta grappoli voluminosi, con acini dal bel colore verde-giallo. È ottima non solo per la produzione di vino, ma anche per il consumo diretto: per la sua dolcezza, infatti, viene commercializzata sia come uva da tavola che come uva passa.
La produzione è molto bassa, lo stesso Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali ha riconosciuto ai viticoltori di Pantelleria l’attestazione di “agricoltura eroica”, a causa delle difficoltà di coltivazione e della produzione che  sta registrando un declino costante negli anni.
 Lo Zibibbo è un vino dall’inconfondibile colore giallo dorato brillante, che può essere anche presentare riflessi dorati. Il profumo è tipico, gradevole e fruttato, con note di mandorla e albicocca. Il sapore è caratteristico di moscato, dolce, aromatico e con un tipico retrogusto di mandorla..
 La gradazione alcolica minima di questo vino è di 10°, servito rigorosamente freddo, a temperature comprese fra 8 e 12°C, è ottimo come aperitivo, ed esalta in modo eccezionale i tipici piatti mediterranei a base di pesce e di crostacei.
Alcuni apprezzano anche l’abbinamento con piatti saporiti come i formaggi erborinati, ma è sicuramente con i dolci che lo Zibibbo si sposa meglio. Quelli tipici della tradizione siciliana, ad esempio, come cannoli, paste di mandorla, cassata, ma anche dessert o gelati a base di pistacchio o con creme di ricotta.
Candia dei Colli Apuani DOC
Scritto da Annalisa Minichini
20 gennaio 2012


La coltivazione della vite sulle colline di Candia ha origini molto antiche, intorno al 200 a.C., anche se il riconoscimento della DOC, denominazione di origine controllata che regola zona di produzione, coltivazione, uva e caratteristiche del vino prodotto, risale solo al 1981. Le colline Apuane sono situate in provincia di Massa Carrara, ove il verde degli scoscesi pendii terrazzati raggiunge a picco il blu del mar Ligure. Proprio su queste antiche terrazze da oltre 2000 anni e con grande fatica e sacrificio a causa della sfavorevole morfologia del territorio, viene coltivata la vite. Qui le forti pendenze e la limitazione naturale della superficie coltivabile fa sì che la lavorazione dei vitigni venga definita “viticoltura eroica”.
 Questo vino è prodotto esclusivamente nei territori di Carrara, Massa e Montignoso, tutti situati in provincia di Massa Carrara. Alle storiche tipologie bianche, come quello secco, amabile, frizzante, Vinsanto e Vermentino Bianco, recentemente nel suo disciplinare sono state inserite alcune tipologie rosse come Rosso, Rosato, Vermentino Nero. Il Candia Bianco si ottiene partendo da una percentuale minima del 70% di uve di Vermentino Bianco, a cui viene effettuata eventuale aggiunta di vino di altri vitigni rigorosamente raccomandati ed autorizzati dalla regione Toscana. Il suo tenore alcolico è medio, circa 11%, con colore giallo paglierino più o meno intenso, dal profumo delicato e molto gradevole, leggermente aromatico, con sapore fruttato e vivace. La tipologia Secco è caratterizzata da un sapore asciutto e profumo intenso, con retrogusto leggermente amarognolo. E’ un vino bianco particolarmente indicato per accompagnare i piatti tipici della cucina locale, come i crostini con lardo di Colonnata ed in particolare, si abbinano a tutti i piatti a base di pesce. La tipologia Amabile è maggiormente indicata per piatti più aromatici come quelli a base di crostacei o frutti di mare, mentre la tipologia Secco è indicata anche per formaggi freschi ed uova.
Verdicchio dei Castelli di Jesi 
Scritto da Liliana Di Rienzo
06 dicembre 2011



Il Verdicchio è un vino DOCG la cui produzione è consentita nelle province di Ancona e Macerata. Si ottiene con uve del vitigno Verdicchio, la cui coltivazione è possibile solo nel territorio dei Castelli di Jesi. Solo qui, infatti, la particolare natura del terreno, le favorevoli condizioni climatiche e, soprattutto, la costante ventilazione che impedisce il formarsi di umidità sui grappoli, rende possibile l'ottimale sviluppo dell'uva. Il colore è giallo paglierino, a volte con sottili sfumature verdi, con un profumo delicato, fragranza fresca e persistente di frutta e fiori, sentore di mandorle amare, il sapore è asciutto, con retrogusto gradevolmente amarognolo.
La gradazione alcolica va da un minimo di 11,5° ai 12,5°, mentre per quanto riguarda la tipologia Passito deve avere almeno una gradazione alcolica di 15° ed un anno circa di invecchiamento. Si accompagna bene a tutti i piatti della cucina di mare come baccalà, stoccafisso, crostacei, molluschi, risotti di mare, cotture alla griglia, fritti di verdure, funghi, carni bianche. La temperatura di servizio ottimale è 8°–10° C per i vini giovani, bevuti come aperitivo, e 10°-12° C per i vini più strutturati e invecchiati.
Fragolino
Scritto da Antonella Nazzaro
13 ottobre 2011


Il Fragolino è un vino rosso prodotto nelle regioni del Nord Italia, con  produzione vinicola di uva fragola, riguardante la specie Vitis Lambrusca; quest’ ultima deriva dall’incontro di uva americana ed europea. Il gusto del vino fragolino è simile a quello delle fragole, e si differenzia dal colore rosso vivo. All’ olfatto si avvertono aromi fruttati, e al sapore risulta dolce. Va servito leggermente freddo e ad una temperatura tra i 6 e gli 8 gradi. Una legge dell’ Unione Europea vieta la vendita di vini prodotti con uve non europee. Può verificarsi che il vino fragolino in commercio non è prodotto da uva fragola, ma da “fermentato alcolico“ di frutta, miscelato di aromi naturali o artificiali al gusto di fragola. L’originale vino fragolino si può acquistare all’ esterno dell’ Unione Europea, in Svizzera, America e Australia; la sola zona dell’ Unione Europea dove si può acquistare il vino fragolino è Burgeland, in Austria, nel luogo in cui l’esperimento di impedire la vendemmia ha innescato le opposizioni di consumatori e produttori.
LIQUORE DI MIRTO
Scritto da Annalisa Minichini
10 ottobre 2011


Ottenuto dalla macerazione delle bacche di mirto, è in Sardegna il liquore tipico tradizionale. Viene servito freddo a fine pasto come ottimo digestivo, ma è ampiamente apprezzato anche come aperitivo. Il suo utilizzo lo ritroviamo anche in pasticceria come ripieno per cioccolatini finissimi. Il sapore ed il colore di questo liquore sono dovuti al frutto che genera bacche di colore blu violaceo. Le origini di questo prodotto ottenuto dalle bacche ed in alcuni casi da un misto di bacche e foglie, sono antichissime e fanno parte delle tradizioni popolari della Sardegna, in particolare la qualità rossa che è ritenuta la più pregiata. Risalgono infatti alle usanze casalinghe dell’Ottocento, dove al termine del processo di macerazione, si aggiungeva zucchero o miele per dolcificarlo.
La raccolta delle bacche rosse del mirto si effettua tra Dicembre e Gennaio e sono proprio le bucce di questo frutto che conferiscono la colorazione rossa, mentre la polpa dona al liquore quel gusto astringente. In tempi recenti questo liquore è stato inserito nell’elenco ufficiale dei prodotti tradizionali. La denominazione ufficiale adottata dalla Sardegna è quella di mirto di Sardegna. Il liquore di mirto appena preparato ha una colorazione molto scura, blu – violacea, ed il gusto asprigno ed amaro al palato è davvero marcato.
Il processo di invecchiamento, che va da alcuni mesi a qualche anno, è determinante sulle caratteristiche organolettiche, in quanto la colorazione si attenua, assumendo riflessi che vanno fino al rosso rubino ed il gusto diventa più vellutato ed amabile, con un’attenuazione dell’effetto astringente. La domanda sul mercato di questo prelibato nettare di mirto è in continua crescita, con espansione nel territorio sia nazionale che internazionale.
LIQUORE ALLA LIQUIRIZIA
Scritto da Annalisa Minichini
25 settembre 2011


Liquore dal sapore unico ed aromatico, è il fiore all’occhiello della gastronomia regionale calabrese. Si ricava dalle radici o dalla polvere di liquirizia purissima e non richiede lunghi tempi di preparazione. L’ingrediente principe è senza dubbio la liquirizia, una pianta erbacea che cresce nei terreni argillosi del meridione d’Italia introdotta in Europa solo dal XV secolo dai frati domenicani. Le sue innumerevoli proprietà terapeutiche erano note già nell’antico Egitto, India e Cina tanto che fu per secoli di quasi esclusiva competenza della farmacopea. Taluni famosi medici come Ippocrate e Plinio la ritenevano insostituibile  per combattere gastriti, lenire bruciori di stomaco, coliche renali e curare tossi. Altre virtù erano senza dubbio quelle dissetanti e digestive. Le sue proprietà rendono questo nettare al sapore di liquirizia un ottimo dopo pasto, un digestivo esclusivo da gustare anche freddo. Questo liquore dal gusto denso e vellutato è preparato con pochi e semplici ingredienti, quali acqua, zucchero, alcol ed ovviamente liquirizia purissima. Ed è per questo che la sua ricetta semplice e veloce è possibile eseguirla anche a casa. Anche se risulta un prodotto con vita commerciale relativamente giovane, la fortunata produzione industriale che ha conosciuto un boom di vendite anche oltre i confini regionali e che offre un liquore dal gusto sublime e raffinato, trae le sue origini da un’antica tradizione calabrese, che produceva ottimi infusi casalinghi a scopo digestivo.
FIANO DI AVELLINO
Scritto da Annalisa Minichini
21 settembre 2011



Vino di ottima qualità classificato tra i prodotti di punta dell’intera enologia italiana.
A denominazione DOCG, vede la sua produzione nella provincia di Avellino, in cui gli argillosi e fertili terreni interessati alla coltivazione DOC sono distribuiti in 26 comuni avellinesi.
L’Irpinia infatti offre un clima ideale per questo tipo di coltivazione: mite in estate ma rigido in inverno.
Il vino prende il nome dal vitigno omonimo, portato in Italia dai Greci, e chiamato dai latini “Vitis Apiana”, che deriva dalla caratteristica di quest’uva, dolce e gustosa, di cui le api ne sono particolarmente ghiotte.
Il Fiano di Avellino DOCG (di origine controllata e garantita) è un vino bianco, dal colore giallo paglierino più o meno intenso. Il suo odore è fine, gradevole e ricorda fiori freschi come la camomilla e frutta secca.
Al palato si assapora armonia e freschezza ed è uno dei pochi vini bianchi adatto all’invecchiamento.
Perfetto come aperitivo,  accompagna divinamente anche piatti a base di pesce, in particolare crostacei, polpo, pesce al forno, ma anche carni bianche e formaggi freschi.
Si degusta ad una temperatura di circa 8° - 10°.
Il Greco di Tufo
Scritto da Liliana Di Rienzo
18 agosto 2013

Il Greco di Tufo DOCG è un vino bianco di origine campana, molto pregiato e famoso sia in Italia che all'estero. Questo vino viene prodotto con uve provenienti da vigneti posti in una zona limitata dell’ Irpinia, che comprende l’intero territorio dei comuni di Tufo, da cui prende il nome, Altavilla Irpina, Chianche, Montefusco, Prata di Principato Ultra, Petruro Irpino, Santa Paolina e Torrioni, tutti in provincia di Avellino.
E' un vino molto antico, di lui parlava Plinio il Vecchio, il quale diceva “In verità il vino Greco era così pregiato, che nei banchetti veniva versato solo una volta”,  facendo riferimento all'alto valore di questo vino, molto amato per il suo gusto delicato. Non fu solo lo scrittore latino a dedicargli dei versi, scrissero di lui anche Virgilio e Catone, elogiandolo come eccelsa espressione vinicola italiana.
Il Greco di Tufo è un vino bianco prodotto da uve del vitigno Greco di Campania, vinificato in purezza o per un minimo dell'85%, lasciando eventualmente la possibilità di abbinare dell'uva Coda di Volpe, di origine locale, solo però per un massimo del 15%. Il vino Greco di Tufo DOCG è caratterizzato da un colore giallo paglierino vivace, dal profumo ampio e intenso, presenta un sapore secco, morbido, con un piacevole sentore di mandorla amara e pesca matura. Ha una gradazione alcolica pari al 11,5%. È un vino secco, pregevolissimo, che si accompagna benissimo ad antipasti, in particolare a base di pesce, piatti freddi, frittura di pesce, ostriche, crostacei arrosto o saltati, pesce alla griglia, baccalà e aragosta, frutti di mare o zuppe di pesce. Ideale per l'aperitivo, si beve fresco, a una temperatura di circa 8°-10° C. È ottimo anche abbinato con pappardelle o risotto ai funghi porcini. La più tipica delle unioni lo vede accanto a un classico piatto di pasta con i cavoli e la spigola in bianco, ricette molto semplici, di cui esalta il sapore.
Il vino Greco di Tufo può essere elaborato nella tipologia "spumante" con il metodo della rifermentazione in bottiglia (metodo classico) purché affinato per almeno 36 mesi in bottiglia a decorrere dal 1° novembre dell'anno della vendemmia. Di colore giallo paglierino più o meno intenso con riflessi verdognoli o dorati, ha un odore gradevole, con delicato sentore di lievito ed un sapore sapido, fine e armonico, del tipo "extrabrut" o del tipo "brut". Il "Greco di Tufo Spumante" è particolarmente indicato come aperitivo, magari servito con antipasti freddi.
Il Greco Di Tufo ha ottenuto il riconoscimento della Denominazione Di Origine Controllata nel 1970 e nel luglio 2003 ha ottenuto la fascetta della Denominazione Di Origine Controllata E Garantita. Nello stesso anno è stato costituito anche il Consorzio dei Viticoltori degli Otto Comuni, che si è assunto l'impegno di valorizzare, promuovere e tutelare l'immagine e la denominazione del Greco di Tufo DOCG.
Primitivo di Manduria
Scritto da Liliana Di Rienzo
07 agosto 2011




Prodotto nelle province di Taranto e Brindisi, il Primitivo di Manduria si può trovare sia in versione da tutto pasto che in varianti liquorose, dalla elevata gradazione alcolica, ottenuta aggiungendo acquavite o alcool di origine vitivinicola. Esistono, infatti, 4 diverse versioni del Primitivo di Manduria, il Classico vino da pasto, il Dolce Naturale, il Liquoroso Dolce Naturale e il Liquoroso Secco. Per la produzione è utilizzato esclusivamente il vitigno Primitivo che deve il suo nome al fatto che fiorisce in anticipo ed i suoi grappoli maturano molto più velocemente rispetto agli altri tipi di vite. Le uve sono di colore blu scuro ed hanno, inoltre, una particolarità, dopo venti giorni dalla vendemmia, questi vitigni sono in grado di dare una seconda produzione di uve. Di colore rosso rubino intenso, il Primitivo ha un gusto morbido e dolce con un retrogusto intenso e persistete. Questo vino si accompagna in modo ottimale con i piatti a base di carne grigliata, arrosto, stufati, cacciagione, salumi e formaggi stagionati e saporiti e va servito ad una temperatura compresa tra i 18° ed i 22°C. Nelle sue versioni Dolce Naturale, Liquorose Dolce Naturale e Liquoroso Secco, il Primitivo esalta le preparazioni di fine pasto, come crostate di frutta, amaretti, torte alla crema e pan di spagna, pasticcini piccoli e secchi e va servito ad una temperatura compresa tra i 12° e i 16° C.
Brunello di Montalcino
scritto da Liliana Di Rienzo
06 luglio 2011



Sicuramente uno dei vini italiani più apprezzati anche all'estero, il Brunello ha ottenuto il riconoscimento della DOCG nel 1980. Prodotto in tutto il territorio del comune di Montalcino (Siena) è realizzato esclusivamente con vitigno sangiovese grosso e subisce un invecchiamento di 5 anni obbligatorio,di cui due anni in botti di rovere.
Di colore rosso rubino, il Brunello è un vino corposo, robusto che richiede abbinamento con carni rosse, cacciagione e carne alla griglia.
Va servito ad una temperatura di 20°-22°C, ed è consigliabile sturare la bottiglia almeno 24 ore prima, così da poter godere appieno di tutti i profumi che questo meraviglioso vino riesce a regalare.